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Barilla Farming entra nella fase operativa

Una piattaforma digitale attenta alla sostenibilità e alla carbon footprint. Le esperienze dei produttori e dei partner che hanno partecipato ai progetti pilota L'articolo Barilla Farming entra nella fase operativa è un contenuto originale di Terra e Vita.

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Una piattaforma digitale attenta alla sostenibilità e alla carbon footprint. Le esperienze dei produttori e dei partner che hanno partecipato ai progetti pilota

La digitalizzazione è la chiave per migliorare le performance dei progetti di sostenibilità. E la dimensione reticolare è quella ideale per esaltare l’interattività nei rapporti di filiera in agricoltura. Lo sta dimostrando anche la Carta del Mulino, l’impegno di sostenibilità lanciato da Barilla cinque anni fa per la filiera del grano tenero dei prodotti da forno a marchio Mulino Bianco (ne abbiamo parlato sul n. 24 di Terra e Vita).

Barilla Farming è la piattaforma digitale sviluppata dalla società con sede a Parma assieme a xFarm Technologies, Life Cycling Engineering, Cnr-Agrosat e Perfect Food che, dopo due anni di prove applicative, sta entrando come impegno rilevante della Carta del Mulino.

Un ventaglio di vantaggi

«Un’app veramente efficace – garantisce Simone Cocchi, titolare della società agricola Pascolone con sede a Crevalcore (Bo) – che assicura vantaggi in termini di tempestività degli interventi, sostenibilità grazie alle indicazioni per abbassare la carbon footprint, risparmio energetico, ma anche dal punto di vista amministrativo». Un riferimento, quest’ultimo, alla possibilità di mantenere su smartphone, pc o tablet la tracciabilità degli interventi di difesa o concimazione effettuati, facilitando così la compilazione dei registri dei trattamenti e degli altri documenti formali.

Articolo tratto da Terra e Vita 27

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Uno strumento digitale che per Cocchi sta diventando la il cardine per la gestione della complessità. La realtà aziendale che dirige è infatti costituita da 260 ettari frazionati in 4 corpi aziendali, per un orientamento colturale fortemente condizionato dall’utilizzo zootecnico: mais da granella e ceroso, soia, colza ma storicamente legato anche a progetti di filiera come nel caso della barbabietola da zucchero, del grano da seme e del grano tenero per Barilla, per l’appunto.

«Siamo inseriti nel progetto della Carta del Mulino fin dall’inizio – dice – e dal 2020, due campagne tonde tonde, partecipiamo al progetto pilota per la messa a punto della piattaforma Barilla Farming».

Il “Mulino delle api”, i rifugi per impollinatori adottati dal 2021 dalle aziende che aderiscono al percorso della “Carta del Mulino” di Barilla

Una gestione che parte dall’elaborazione del piano colturale, con rotazioni almeno quadriennali. «Prima delle semine facciamo gli “squadri” per innescare il sistema, fornendo le informazioni sulle colture e le varietà seminate in ogni appezzamento». Le indicazioni per gli interventi agronomici raggiungono i produttori sotto forma di avvisi digitali, differenziati per varietà. «Prima di intervenire è però il produttore che verifica de visu se effettivamente necessario». Una ricalibrazione che è uno degli elementi per testare l’affidabilità del sistema.

I risultati del progetto pilota

«Il progetto pilota – spiega Matteo Vanotti, Ceo dell’hightech company xFarm Technologies- è partito nel 2020 con un primo coinvolgimento di 10 aziende agricole, diventate 150 nel 2021».

Con quali obiettivi?

«Abbiamo testato- risponde Vanotti –  l’utilizzo dell’app e dei DSS su tutto il territorio e identificato le esigenze specifiche degli agricoltori della filiera del grano tenero sostenibile Barilla». «Abbiamo così migliorato nel corso di due annate tutti gli strumenti per aiutare sia gli agricoltori a monitorare e a migliorare ciò che avviene in campo sia i responsabili di filiera e i tecnici dei Molini ad avere sotto controllo tutti i dati delle aziende agricole e confrontare i principali parametri e indicatori aziendali».

Quattro parametri ambientali

Quali sono le caratteristiche di questa piattaforma di servizi e quali le potenzialità?

«La piattaforma permette di avere un pieno controllo della sostenibilità grazie al monitoraggio di quattro parametri ambientali (impronta carbonica, impronta idrica, eutrofizzazione e acidificazione) calcolati sulla base delle attività agronomiche svolte dagli agricoltori e visualizzabili direttamente dall’applicativo Barilla Farming». «Inoltre, grazie a sensori IoT installati nei campi, all’utilizzo dei satelliti per il controllo da remoto degli appezzamenti, vengono forniti suggerimenti agli agricoltori per ridurre l’impiego di fertilizzanti e prodotti fitosanitari. Questo consente di migliorare i processi decisionali sia a livello di filiera che di singola azienda agricola, in ottica di sostenibilità dell’intera produzione».

La formazione assume spesso un ruolo chiave nel sostenere la transizione digitale in agricoltura, quale percorso avete previsto per Barilla Farming?

«Sì, la formazione è un aspetto chiave per ogni processo di trasformazione digitale, ancora di più in agricoltura. Per questo abbiamo predisposto e gestito in questi anni un massivo piano di formazione sia in presenza che a distanza per garantire che tutti ottenessero il massimo beneficio dall’utilizzo di queste tecnologie».

Gli obiettivi

Qual è il valore aggiunto assicurato alla filiera della Carta del Mulino e a tutti i soggetti coinvolti?

«La filiera beneficia di dati primari su cui basare le proprie scelte e monitoraggi. In questo modo si riesce ad intervenire in maniera molto più mirata e precisa sulle attività principali per ridurre ulteriormente l’impatto ambientale». «Inoltre i dati una volta scambiati in maniera cartacea ora vengono tutti digitalizzati e questo semplifica di molto lo scambio e la verifica di queste informazioni».

Qual sono gli obiettivi numerici per l’avvio della fase operativa?

«Dalle 150 aziende coinvolte nell’annata agraria appena conclusa vogliamo arrivare a chiudere il cerchio di tutte le realtà che partecipano alla filiera della Carta del Mulino. Con le semine 2022 e nel corso di questa nuova stagione il progetto Barilla Farming verrà infatti esteso a tutte le 2.600 aziende cerealicole partner presenti in tutta Europa».

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L’esperienza degli stoccatori

Capa Cologna, realtà cooperativa leader nello stoccaggio dei cereali, con 1700 soci e tre stabilimenti di riferimento a Cologna, Vigarano Pieve e Libolla di Ostellato, tutti nel ferrarese, è fin dalle origini uno dei partner che ha contribuito a mettere a punto l’esperienza della Carta del Mulino e la piattaforma Barilla Farming. «Promuoviamo – ricorda Fabio Fioravanti, Agronomo di questa realtà- tra i nostri fornitori da cinque anni l’adesione a questa iniziativa per la quale registriamo un consenso crescente». Lo confermano i risultati ottenuti in termini di superfici ma anche di soddisfazione dei produttori.

«Gli ettari inseriti in filiera sono ormai circa 2mila tra Veneto e Emilia-Romagna. Un successo legato certamente alla premialità, ma anche al forte senso di appartenenza a un progetto concreto di sostenibilità». Una sostenibilità la cui misura, con la piattaforma Barilla Farming è oggi a portata di smartphone. «Capa Cologna ha contribuito attivamente a questo progetto pilota. Le simulazioni dei modelli previsionali e il telerilevamento satellitare possono assicurare maggiore tempestività nella gestione agronomica, ma siamo sicuri che i benefici maggiori emergeranno nel tempo. Un sistema come quello di Barilla Farming consente infatti di monitorare i dati e la storia agronomica di ogni appezzamento, consentendo di migliorare anno dopo anno i risultati in termini di resa e di sostenibilità».


La variabile cultivar

Uno dei punti di forza di Barilla Farming è la possibilità di una gestione agronomica differenziata in base alla varietà coltivata. Piero Toscano, del CNR-Agrosat (piattaforma web open al servizio dell’agricoltura 4.0) spiega che attualmente nel sistema sono censite 198 varietà di frumento tenero che si differenziano per finalità d’uso della granella (panificabili, superiori, di forza). Ogni varietà è stata studiata e modellata al fine di ricostruire le proprie caratteristiche in termini di:

– epoche di semina, intensità, ciclo e sviluppo fenologico,

– esigenze nutrizionali,

– capacità produttiva e qualitativa,

– resistenza/suscettibilità alla principali fitopatie.

La caratterizzazione è poi stata ulteriormente affinata per la combinazione tra varietà, areale e tipo di conduzione agronomica.


Come funziona

La piattaforma integra servizi DSS, mappe satellitari, ecc. Come interagiscono queste componenti ad esempio per le fertilizzazioni?

Partendo da un approccio integrato -risponde Piero Toscano – che assembla le caratteristiche delle 198 varietà già a sistema, le condizioni meteo osservate, le previsioni meteo a breve e medio termine e le informazioni inserite dalle aziende agricole, sono stati realizzati alcuni tool che di fatto costituiscono il DSS dedicato a Barilla Farming:

– sviluppo fenologico della coltura in tempo reale,

– supporto alla concimazione sia come dosaggio che come tempistiche,

– rischio insorgenza malattie fungine e di contaminazione da micotossine,

– efficacia dei trattamenti fitosanitari.

Alla base di questi moduli è stato aggiunto un tool di machine learning al fine di recepire i feedback delle aziende agricole e ricalibrare i moduli nel caso di divergenza tra output modellistico e condizioni reali in pieno campo.

In Barilla Farming sono inoltre disponibili tutti i prodotti AgroSat che si basano su osservazione satellitare (Nasa + Copernicus) e su modelli proprietari ed oggetto di pubblicazioni scientifiche. Ogni utente ha quindi la possibilità di visionare per il proprio campo: immagini in falsi colori, indici di vigoria, contenuto idrico del sistema suolo-pianta, deficit di azoto, resa potenziale.

Sempre sulla base delle differenze osservate da satellite sono disponibili i tool di agricoltura di precisione per generare mappe di prescrizione sia in formato raster che vettoriale.

Qual è il valore aggiunto per gli utenti?

Un DSS prontamente inizializzato dalla data di semina ed alimentato con i dati successivi di conduzione agronomica permette all’utente di avere un controllo del proprio campo sia in tempo reale che in previsione. Da una parte riduce i tempi di monitoraggio in loco, limitandoli solo alle condizioni di necessità e di intervento, ma allo stesso tempo consiglia all’utente i corretti dosaggi e tempistiche. Il ritorno è sostanziale sia in termini di sostenibilità economica che ambientale.

Sono possibili attività di monitoraggio ed eventuali feedback, magari per realizzare confronti tra annate estremamente diverse?

Le attività di monitoraggio consentono anche di valutare il comportamento del sistema suolo-pianta e pianta-patogeni in diverse annate agrarie caratterizzate da andamenti climatici sempre più estremi. A titolo di esempio basta ricordare le gelate tardive del 2020 e del 2021, le condizioni siccitose per tutta l’annata agraria appena trascorsa così come le temperature fortemente al di sopra della media del periodo per tutto il post levata fino alla raccolta. I momenti di incontro con gli utenti aprono al confronto e al coinvolgimento e sono fondamentali per una corretta trasformazione verso il digitale.

L’articolo Barilla Farming entra nella fase operativa è un contenuto originale di Terra e Vita.

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