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Commodity, i future come strumento per difendersi dalla volatilità

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Anb Coop ha avviato un percorso di informazione e formazione sui contratti a termine per assicurare i raccolti e le scorte dal rischio di fluttuazione dei prezzi

La volatilità dei prezzi delle commodity correlata agli strumenti di gestione del rischio quali i contratti a termine – soprattutto il Matif-Euronext – è stata al centro dell’ultimo Comitato tecnico-commerciale di Anb Coop, il consueto appuntamento che riunisce più volte l’anno, a Bologna, i principali attori delle filiere dei cereali e delle proteoleaginose, ma anche esperti di settore, economisti e studiosi, per affrontare gli scenari di mercato.

«L’incertezza geopolitica, la macro-economia e la finanza, il rapporto del cambio euro-dollaro, i rincari dell’energia e dei mezzi tecnici, dei principali fattori produttivi, aggiunti agli effetti del cambiamento climatico, stanno mettendo a dura prova i mercati delle commodity agricole – sottolinea il presidente di Anb Coop Giangiacomo Bonaldi –. L’attuale scenario è caratterizzato da una forte volatilità dei prezzi che rende molto rischiosa l’attività economica delle imprese agricole. Si rende quindi necessaria l’attivazione degli strumenti di copertura rischi, fra i quali i future che risultano particolarmente adatti proprio nei momenti di grande volatilità. Il Comitato tecnico-commerciale di Anb Coop ha deciso di avviare un percorso di informazione/conoscenza e formazione di questi strumenti che sono volti ad assicurare i raccolti o le scorte contro il rischio di fluttuazione dei prezzi. I contratti a termine o future sono molto utilizzati sui mercati internazionali anche dalle aziende agricole, ma ben poco in Italia dagli stessi agricoltori».

Giangiacomo Bonaldi

Formare e informare

Il coordinatore del Comitato di Anb Coop, Massimo Masetti, che è anche direttore del Consorzio Agrario di Ravenna, puntualizza: «Abbiamo voluto dedicare l’incontro ai contratti a termine per avviare un percorso di consapevolezza in grado di avvicinare concretamente al tema il mondo agricolo sul territorio, da nord a sud. Sono strumenti che altrove vengono utilizzati con buona soddisfazione delle parti ed è anche per questo che abbiamo il dovere di farli conoscere e testarli nelle nostre realtà. Il mercato lo richiede, il contesto lo rende indispensabile. I fatti ci diranno se sono un’opportunità».

L’offerta messa a punto da Caceis, gruppo bancario controllato da Crédit Agricole, è al servizio delle filiere agro-alimentari in Francia e nel resto d’Europa, con una gamma di prodotti che hanno la finalità di gestire i rischi connessi alla volatilità. In sintesi, spiega Masetti, «a seconda che la posizione sia short o long si effettuano acquisti o vendite a termine sul Matif-Euronext che vengono chiuse una volta avvenuta la vendita del prodotto fisico. Una modalità che permette di fissare prezzi, già alla semina, sul prodotto che si andrà a raccogliere l’anno successivo o di fissare quotazioni sui mercati più vicini in caso di necessità».

Nello specifico, il mercato Matif-Euronext – le cui quotazioni di frumento tenero, mais e colza dimostrano una maggior correlazione con quelle nazionali – è un punto di riferimento nelle transazioni commerciali di un numero sempre maggiore di operatori. Tra i benefici: gestisce la volatilità dei prezzi, assicura i margini e ottimizza i redditi.

Piattaforma di trading, serve la piena operatività per il grano duro

Ma chi può dare oggi la giusta spinta all’utilizzo di questi strumenti anche in Italia? «Strutture organizzate e già ben inserite nella filiera, in grado di aggregare il prodotto, come ad esempio le Organizzazioni di produttori», precisa il coordinatore del Comitato di Anb Coop. Va detto altresì, e anche i presenti all’appuntamento bolognese hanno espresso l’auspicio a muoversi in tale direzione, «che la piattaforma di trading Euronext è operativa, grazie alle innumerevoli transazioni quotidiane effettuate, sulle commodity agricole più importanti mentre più recente e quindi non ancora pienamente attiva è quella sul grano duro – incalza Masetti –. Considerata l’importanza dell’Italia in termini di superfici investite, di produzione e trasformazione di frumento duro, è interesse dell’intera filiera dare slancio e sviluppo a questa ulteriore opportunità».

Certo, nulla è banale e troppo facile. «Occorrono conoscenze, disponibilità finanziaria e consapevolezza, però gli strumenti ci sono. Abbiamo l’obbligo di valorizzare al meglio le produzioni dei nostri agricoltori conferenti, rispondere alle loro necessità finanziarie ma al contempo non possiamo dimenticare il rapporto con l’industria di trasformazione, con le sue esigenze produttive e commerciali. Fornire servizi competitivi – aggiunge infine il coordinatore del Comitato di Anb Coop – significa anche saper accompagnare domanda e offerta in una sorta di “simbiosi mutualistica”. Gli eventi recenti dimostrano l’essenzialità, tutt’altro che scontata, degli scambi commerciali di cereali e il valore crescente del comparto. La filiera non può stare a guardare, occorre adeguarsi al mercato, a nuove esigenze e a nuovi contesti. Gli operatori sono pronti, ora è necessario approcciarsi con giusto metodo e ragionata consapevolezza».

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