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Come potare nel modo corretto per prevenire la carie del legno

Senza valide conoscenze botaniche continua lo scempio di alberi ridotti a semplici monconi capitozzati o, nella migliore delle ipotesi, ad “attaccapanni” con tagli drastici che favoriscono solo l’ingresso di funghi agenti di carie con il risultato di minare la stabilità delle alberature e la sicurezza della popolazione L'articolo Come potare nel modo corretto per prevenire la carie del legno è un contenuto originale di Terra e Vita.

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Senza valide conoscenze botaniche continua lo scempio di alberi ridotti a semplici monconi capitozzati o, nella migliore delle ipotesi, ad “attaccapanni” con tagli drastici che favoriscono solo l’ingresso di funghi agenti di carie con il risultato di minare la stabilità delle alberature e la sicurezza della popolazione

Durante il periodo autunno-invernale le amministrazioni locali sono alle prese con i lavori di potatura delle alberature urbane.

Tale operazione richiede la conoscenza di alcune nozioni di fisiologia delle piante e arboricoltura da parte dei direttori dei lavori, ma soprattutto competenza tecnica del personale che esegue il taglio. Molto spesso, pur essendo soddisfatte queste condizioni, il lavoro viene eseguito in modo approssimativo, aprendo la strada ai funghi agenti di carie del legno.

Articolo pubblicato sulla rubrica L’occhio del Fitopatologo di Terra e Vita

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Problema colturale o culturale?

La potatura degli alberi ad alto fusto impone alcune regole derivanti da nozioni di botanica, fisiologia vegetale e arboricoltura che per ignoranza o pressapochismo, vengono comunemente disattese. Il risultato è ciò che sovente si vede: alberi ridotti a semplici monconi capitozzati o, nella migliore delle ipotesi ad “attaccapanni” (tipiche potature dei platani). Il risultato di ciò è la deformazione dell’habitus della specie arborea e l’ingresso di funghi agenti di carie a partire dalle superfici di taglio troppo estese. Purtroppo i danni provocati da tali operazioni saranno visibili solo dopo diversi anni.

Come mai dopo decenni di osservazioni e scoperte fatte nel settore dell’arboricoltura si continuano a commettere errori banali negli interventi di potatura? Le ragioni sono molteplici e non sempre legate solo a motivazioni tecniche.

Massimo risparmio

La potatura degli alberi ha un costo che spesso le amministrazioni faticano a sostenere con cadenza annuale, pertanto ritardando gli interventi, dovranno essere più vigorosi e interessare rami e branche più grandi. Le ditte impegnate nei lavori, inoltre, al fine di ottimizzare i costi e aumentare i profitti, eseguono tagli veloci e tecnicamente più semplici, come le capitozzature. Una corretta potatura richiede tempi di esecuzione lunghi, con tagli mirati, al fine di non modificare l’habitus dell’albero: gli interventi dovrebbero essere quasi impercettibili all’occhio poco esperto. A ciò si aggiungere spesso un’errata scelta delle specie piantate, che impone interventi drastici di riduzione della chioma già pochi anni dopo la messa a dimora.

Un altro errore tecnicamente inaccettabile è eseguire le potature senza considerare le differenze tra conifere e latifoglie. Sono spesso visibili pini o cedri con monconi di rami o senza cimali, che nel corso di qualche anno saranno destinati al deperimento e alla morte.

Articolo pubblicato sulla rubrica L’occhio del Fitopatologo di Terra e Vita

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I costi salgono

La presenza di carie negli alberi, derivante quasi sempre da errati interventi di potatura eseguiti molti anni prima (ricordiamo che i funghi agenti di carie non penetrano attivamente, ma solo attraverso soluzioni di continuità), impone analisi di stabilità anche di tipo strumentale con costi elevati per le Pubbliche amministrazioni. È opportuno, quindi, considerare che l’effettivo costo della potatura, quando l’intervento non viene eseguito a regola d’arte, dovrebbe includere anche tutte le operazioni che andranno fatte per la messa in sicurezza e il monitoraggio delle piante in presenza di fenomeni cariogeni. Purtroppo non esistono interventi di cura per le carie e qualsiasi azione deve essere attuata preventivamente. Una volta che compaiono i carpofori il danno è fatto: non si può fare altro che monitorare lo stadio di sviluppo della carie e la sua progressione al fine di garantire la pubblica incolumità.


Tre concetti chiave

Alla base di corretti interventi di potatura di alberi di alto fusto ci sono alcuni concetti basilari che devono essere ben chiari:

– le superfici sottoposte a capitozzatura e i tagli di diametro superiori a 10 cm saranno sicuramente interessati da fenomeni cariogeni la cui evoluzione nel tempo deve essere monitorata per problemi di stabilità;

– gli interventi di potatura che si eseguono su rami o branche con processi cariogeni in atto, devono tenere conto del processo di compartimentazione normalmente attuato dal legno (teoria del Codit);

– una corretta potatura non deve modificare l’habitus della specie arborea

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