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Sicilia, “accese” le prime tre comunità energetiche agricole

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Sicilia
In provincia di Ragusa gruppi di aziende agricole mettono in rete produzione e consumi di energia elettrica per risparmiare denaro e contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale

Non potevano che nascere in Sicilia e in particolare in quell’estremo lembo di terra che si trova piú a Sud della Tunisia, dove l’irraggiamento solare è ai massimi livelli. Parliamo delle prime tre comunità energetiche agricole italiane che sono state già “accese”, o stanno per esserlo, in provincia di Ragusa. Sono nate con l’obiettivo di coinvolgere le imprese agricole della zona di Acate affinché condividano virtualmente i propri consumi di energia prodotti dai pannelli fotovoltaici, ottenendo incentivi statali ventennali da redistribuire a vantaggio dei componenti della comunità energetica. Il tutto con benefici economici e ambientali per tutto il territorio.

L’adozione dei tre progetti risale a un anno fa, quando la guerra in Ucraina non era ancora scoppiata e non c’era nessuna avvisaglia dell’attuale crisi energetica. Adesso per molte aziende agricole rappresentano la salvezza dal caro-bollette.
Le prime comunità energetiche italiane si basano su tre impianti fotovoltaici da 200 kW ciascuno che hanno richiesto un investimento di 250mila euro. Per due di essi la capofila è la società consortile “La Mediterranea” che nel settore floricolo dei crisantemi è un vera e propria punta di diamante: con i suoi 100 ettari di superficie produttiva a ciclo continuo, copre infatti l’8 per cento del mercato europeo e ha una partnership con le aziende ibridatrici olandesi per la selezione di nuove specie da mettere in coltivazione.

La società consortile è formata da quattro imprese che fanno capo a Paola e Francesco Gurrieri che hanno preso le redini dell’attività iniziata dal padre nel 1985 e che ha visto la svolta nel 1994, quando dalle coltivazioni praticate nelle più tradizionali serre a tunnel si è passati alle strutture innovative in alluminio e vetro traslucido di produzione olandese. Innovazione che ha consentito di abbattere drasticamente i consumi energetici, voce più alta del costo di produzione nel bilancio aziendale, e di razionalizzare ed automatizzare l’intero ciclo produttivo.

Costi giù del 60%, ma che fatica con la burocrazia

La forte spinta innovativa non si ferma e tocca adesso al fotovoltaico con pannelli che hanno coperto i tetti dei locali di lavorazione, dei magazzini e le pensiline. «Con la messa in funzione degli impianti fotovoltaici prevediamo di ottenere un risparmio di circa il 60 per cento della spesa per l’energia elettrica», spiega Francesco Gurrieri che, sempre più convinto sostenitore dell’energia solare, ha già avviato l’iter per un impianto agrivoltaico. Ma non è andato tutto liscio, come si potrebbe pensare. «Siamo stati stressati dalla lunga lotta con la burocrazia e dai ritardi nella consegna dei materiali», spiega Paola Gurrieri.
La terza comunità energetica ha come capofila l’azienda vitivinicola “Valle dell’Acate” noto marchio per il vino Cerasuolo di Vittoria, l’unica Docg siciliana, che esporta in Europa e negli Usa. Si chiama “Case di Biddini”, come la contrada su cui insiste l’azienda. «La scelta di investire nel fotovoltaico – spiega Gaetana Iacono, titolare di “Valle dell’Acate – risale a un anno fa. Allora il nostro interesse era quello di proiettare l’azienda in un ottica di maggiore sostenibilità ambientale, sviluppando un progetto che oggi, alla luce della crisi bellica, assume un’importanza economica strategica perché ci permetterà notevoli risparmi sui costi energetici».

A sostenere i tre progetti che sfruttano le norme varate nel 2019 all’interno di un decreto Milleproroghe due partner di “peso”: Enel X e Banca Agricola Popolare di Ragusa che da sempre ha guardato con attenzione alle attività legate al settore primario (comprese quelle connesse) che rappresentano la spina dorsale dell’economia del Sud-Est siciliano.
Per prefigurare altri investimenti però – osservano gli imprenditori che hanno sposato l’idea della comunità energetica – servono investimenti pubblici sulla rete di distribuzione che deve potere sopportare il carico dell’elettricità immessa dai privati e velocizzare la connessione delle aziende alla rete elettrica.

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