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L’automazione diventerà indispensabile in alcuni settori

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eima 2022
Sebbene in Italia siamo solo agli inizi di una diffusione dei robot in agricoltura, per alcune operazioni colturali non si potrà fare a meno di adottarli

L’arrivo dei robot in alcuni settori e in certe operazioni colturali sarà inevitabile. Questo il concetto al centro di un convegno svoltosi il 10 novembre 2022 all’Eima, il salone della meccanizzazione agricola in corso a Bologna fino al 13 novembre.

Al workshop, dal titolo “Supporting the development of AgRobotics for the farmer’s needs” sono intervenuti Elisa Abreu, della comunicazione di Gofar, l’organizzazione internazionale non profit che promuove lo sviluppo della robotica in agricoltura, Lorenzo Marconi, professore del dipartimento di Ingegneria elettrica e dell’Informazione dell’Università di Bologna, Riccardo Barsantini, direttore commerciale di 12steps e Alessandro Malavolti, presidente di FederUnacoma.

Malavolti: «Siamo all’inizio di un’era»

malavolti federunacoma
Alessandro Malavolti

Il presidente di FederUnacoma Malavolti ha puntato l’attenzione sugli sviluppi del settore, raccontando come siamo solo all’inizio di un’era che includerà buona parte del futuro della meccanica. Ma è un futuro che bisogna far conoscere. «Come FederUnacoma siamo impegnati anche con seminari per gli agricoltori. Ma, specialmente le aziende di eccellenza, devono introdurre e sperimentare queste nuove tecnologie. Bisogna capire che siamo agli albori della robotica come negli anni ’90 eravamo all’inizio dell’agricoltura 3.0/4.0. Come dice l’etimologia della parola “robot”, queste macchine saranno indispensabili per fare i lavori più duri».

Malavolti distingue poi tra la robotica in campo aperto, dove c’è una possibilità di applicazione più limitata (basti pensare alla difficoltà a sostituire una mietitrebbia), a parte il diserbo. Dove l’applicazione della robotica è molto più interessante è sulle colture specializzate: ad esempio, olivo e pomodoro da industria.

Un’operazione colturale che presto avrà bisogno dell’aiuto di queste macchine “leggere” è, secondo Malavolti, la raccolta della frutta e degli ortaggi, dove ci sarà bisogno di “programmare” le macchine a seconda del frutto. In quel settore ci sarà sempre meno manodopera e costerà sempre di più.

Marconi: «l’elettrico è preciso, più che sostenibile»

Il prof. Marconi, presente con l’università di Bologna e il suo spin-off Field Robotics nel padiglione della fiera dedicato alle giovani imprese e al digital, è intervenuto illustrando la start-up, nata dall’università di Bologna, che ha messo a punto una piattaforma modulare totalmente elettrica, autonoma o a guida remota. La piattaforma può essere implementata con una trincia o con un’atomizzatore di precisione, ma sono allo studio altre applicazioni.

«L’elettrico è fondamentale non tanto per una questione di sostenibilità (si veda ad esempio il problema delle batterie) ma per la precisione del movimento, la pulizia e la robustezza della macchina. Bisogna mantenere fede alla visione tecnologica concretizzandola e vincendo le sfide ingegneristiche».

A febbraio la fiera internazionale sulla robotica

Elisa Abreu
Elisa Abreu

Elisa Abreu ha parlato della fiera che Gofar organizzerà a febbraio a Tolosa, Fira, un evento che metterà in comunicazione ricerca e industria per discutere del settore, come in un forum. Ma la fiera sarà anche un evento in campo.

Gofar è un’associazione senza scopo di lucro a cui partecipano cinuque aziende francesi, compresa Naio Technologies, che distribuisce i suoi prodotti anche in Italia con 12steps.

C’è chi ci crede (con successo)

12steps, che rappresenta in Italia Echo Robotics e Naio technologies, ha creduto all’utilizzo della robotica in agricoltura. Una scelta futuristica per il mercato nostrano, che ha preso in considerazione le esigenze dell’agricoltore.

Riccardo Barsantini

«Le macchine sono, in molti casi, in uno stato pioneristico. Ma ci sono soluzioni già pronte, specialmente per il vigneto e le orticole sotto serra. La risposta che danno queste macchine arriva all’incrocio di una serie di problematiche, dalla protezione delle coture alla manodopera da trovare e, punto spesso sottovalutato, da formare. La sfida è quella di unire discipline diverse come la chimica, il biologico, la robotica» ha detto Riccardo Barsantini della Naio.

«I robot sono ormai alla portata di tutti, anche se, per rendere semplice qualcosa di complesso serve avere alle spalle una serie di figure professionali che, tra l’altro, aiutino l’agricoltore a superare lo scetticismo iniziale».

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